Industria editoriale napoletana: stamperie, editori, rilegatori
La produzione libraria napoletana è legata al contesto culturale, sociale ed economico in cui essa si inserisce.
Numerose sono le pubblicazioni di largo consumo, che riflettono i bisogni di un pubblico sempre più ampio.
Nel Decennio francese l’editoria assume un ruolo strategico per la modernizzazione della città.
Lo Stato promuove testi “utili”, capaci di formare una nuova classe dirigente e migliorare la società.
L’editoria musicale contribuisce alla diffusione culturale legata alla vita teatrale napoletana.
Nel periodo borbonico si consolida il sistema editoriale cittadino, legato alle istituzioni culturali locali.
In questa fase emergono con forza libri scientifici, religiosi e soprattutto testi di viaggio: le guide e le descrizioni della città rappresentano un elemento chiave nella riscoperta e valorizzazione del territorio napoletano dell'epoca e delle trasformazioni subite nel tempo.
La stamperia di Stato diffonde conoscenze geografiche e amministrative utili alla comprensione dello spazio locale.
Dopo l’Unità d’Italia, l’editoria napoletana entra in crisi a causa della concorrenza nazionale.
Tuttavia, nuovi editori moderni emergono proprio in questo periodo di difficoltà.
Infine, l’editoria scolastica e cattolica contribuisce alla diffusione del sapere e alla costruzione dell’identità culturale, mantenendo vivo il legame con il territorio e con la società.
